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07Ott2001: Google nel Web

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No, non ho saputo resistere.
E’ bellissimo, col suo fascino retrò.
Quanti anni sono passati, ancora non c’era praticamente nulla.
O meglio, di cose ce ne erano, ma quanto è cambiata la faccia del web?
Gente, il 2001, il lontanissimo 2001.
Non c’era nulla di quello che regna ora nel panorama internazionale; c’era google, col suo logo molto grezzo, poco lavorato, impresso con quei colori così privi di sfumaura e decisi.
Provate il confronto, fate qualche ricerca. Sembra di tuffarsi nel passato.

La pagina è stata creata in onore del decimo anniversario di Google, e l’index è il più vecchio che sono riusciti a recuperare: Gennaio 2001.

P.S.
Notare prego la citazione, storpiatissima, che non sono riuscito a tenere per me
:D

06OttInternet in pericolo?

Dopo la serie di recenti news relative alla sicurezza, o meglio, ai problemi di sicurezza, altra carne viene messa sul fuoco.
Non bastavano i DNS bacati, adesso un’ombra ben più lunga si allunga su internet, minandone la stabilità.
Ma questa volta le difese sono pressochè nulle.
Detto in modo spiccio, l’applicazione Sockstress, figlia di due ricercatori dell’ Outpost 24 e scopritori del bug, mette in potenziale pericolo qualsiasi tipo di server, lasciandolo senza difese.
Il “senza difese” proviene dal fatto che la vulnerabilità, stando nello Stack TCP/IP, espone l’intero sistema ad attacchi di tipo DoS, tali da portare il sistema al blocco e costringerne il riavvio.

Ora, non voglio entrare nel merito o mettermi a scrivere di notizie di cui si è già parlato o di cui fonti più autorevoli parleranno. Mi limito piuttosto a riportare molto brevemente una notizia recente che vuole introdurre ad una riflessione sul momento.
Cioè, in tutto questo tempo nessuno se ne è accorto? Non ne sono ancora stati resi noti i particolari, però, se questo fosse vero, ciò che prima richiedeva un numero considerevole di computer per portare a segno un attacco DDoS, ed ottenere quel risultato, ora invece non richiederà nulla più che una connessione e un pc, nemmeno eccessivamente potente.
Facendo il punto: sappiamo che si può, sappiamo che chi di dovere è stato allertato e gli è stato dato il tempo di patchare, ed infine che, per i dettagli, si dovrà attendere il T2′08, in data Venerdì 17 Ottobre 2008.

Io non so voi, ma con tutto quello che hanno detto, finita la parte di cronaca, mi chiedo francamente se questo continuo lanciare allarmi sia voluto o meno.
C’è persino chi, più che competente in materia, ha avanzato l’ipotesi che questa pseudoscoperta fosse cosa già nota da tempo ed arginata. (Qui il testo integrale)
Salvo poi la puntuale la smentita da parte di uno degli scopritori.
Insomma, alla fine del batti e ribatti si sa ancora decisamente poco, perchè da un lato gli scopritori tengono la cosa nascosta ed attendono, dall’altro l’allarmismo viene diffuso e trova terreno fertile per attecchire dove manca un’adeguata conoscenza: a livello del singolo, il problema è relativamente tralasciabile, in quanto una falla simile non permette nessun tipo di accesso al pc del bersaglio, ne tantomeno rende possibile carpire informazioni. Il problema si rivelerebbe di ben altra entità, nel caso tutto ciò fosse fondato, parlando di servizi web, i cui servers potrebbero trovarsi in balia di mine che attendono solo di esplodere.

Ma, voi, ci credete a questa nuova falla o è semplice ed inutile allarmismo?

03OttWoopra Beta Tester

Apro la mail e mi trovo una bella sorpresa. Adesso potrò testare in beta Woopra.

Vi farò sapere il prima possibile com’è, e vedrò anche di spiegare più in dettaglio che cosa è Woopra. :D

27LugMicrosoft e l’open-source: qualche novità su Apache e ADOdb

Venerdì la Microsoft ha deciso di diventare “platinum sponsor” di Apache, donando ben $100′000 alla Apache Software Foundation.
Inoltre, stando a quanto detto, offrirà il suo contributo ad un “PHP Project”,garantendo una via preferenziale di integrazione in Windows Server e .NET Framework.
ADOdb, questo è il nome. Sta per Data Objects DataBase. Sicuramente per molti non sarà un nome nuovo, o perlomeno non lo sarà per gli smanettoni :D
Questo strumento viene in aiuto quando la necessità di assicurare la portabilità si fa sentire impellente.

Come?
Attraverso delle common API che vi permettono di comunicare con tutti i DBMS supportati.

Dal sito ufficiale:
ADOdb is a database abstraction library for PHP.
The PHP version currently supports an amazing number of databases, thanks to the wonderful ADOdb community: MySQL, PostgreSQL, Interbase, Firebird, Informix, Oracle, MS SQL, Foxpro, Access, ADO, Sybase, FrontBase, DB2, SAP DB, SQLite, Netezza, LDAP, and generic ODBC, ODBTP. The Sybase, Informix, FrontBase and PostgreSQL, Netezza, LDAP, ODBTP drivers are community contributions.

Io di più non mi sto a dilungare, se non giusto per aggiungere due cose:

  • esiste anche una versione in Python.
  • la documentazione c’è pure in italiano se siete curiosi e non masticate bene l’inglese.

Poi, se qualcuno vuole approfondire il discorso o dargli una chance, questo è il sito ufficiale.

Se qualcosa non vi torna, per favore segnalatemelo nei commenti o all’indirizzo email =D

20LugeBook Reading Device

Io già mi vedevo partire con un bell’articolo riguardante il Web 2.0, o simili.
Ed invece, cazzeggiando navigando come al solito sul net scopro una cosa che rapisce la mia attenzione. E chi si immaginava esistesse una cosa simile.

Avete mai pensato di poter portare con voi 200 libri, in tasca?
Vi sentite mai stanchi, con il torcicollo, dopo aver letto centinaia di pagine? Faticate mai a trovare una posizione soddisfacente per leggere in tranquillità?
Per non parlare dei prezzi e dei tempi di consegna dei libri che vengono ordinati online: festivi, ponti, e chi ne ha più ne metta. Più le spese di spedizione. Oppure andare in librerie che spesso non hanno quello che stai cercando. Non fraintendetemi, servizi come amazon.com, bol.it, ibs, etc sono fantastici, e ne abuso fin troppo, però se ci pensate non è raro che insorga qualche problema.
E l’ingombro? Ne parliamo? Accumulate libri e libri, senza saper più dove cacciarli, con la vostra libreria che implora pietà.
Sono io stesso amante del crack che fa la copertina appena aperta, del profumo di un libro nuovo, della soddisfazione di toccarlo e rigirarlo tra le mani: ma quando si tratta di manuali enormi, come la mettiamo?
Bene, scordatevi tutti questi problemi.
Di cosa sto parlando? Ovviamente di e-book Reading devices.
No, forse non tanto ovvio, però assolutamente figo, e utile.
Chiamati anche e-book readers o e-book devices, questi strumenti sono prodotti da numerose case, e mentre alcuni esemplari sono già sul mercato, altri sono in attesa di essere lanciati.
Di stare attaccati davanti ad un monitor per ore ed ore non se ne parla nemmeno, e neppure di strapazzarvi cercando di leggere con un laptop sulle gambe o un palmare dotato di schermo troppo piccolo.
Simili in dimensioni a piccoli libri (N.B. questo però a seconda della grandezza dello schermo, certo), grazie alla memoria espandibile, permettono non solo di portar con sè più libri di quanti riusciremmo mai a leggere durante una lunga vacanza, ma anche altri tipi di files.
Sono di tipologie molto diverse, e le caratteristiche sono le più disparate: alcuni che permettono di condividere i propri documenti e letture, altri ancora che offrono la possibilità di scrivere e addirittura sono dotati di bluetooth, wifi, e prese per cuffie/microfono.

Note positive:

  • Sono dispositivi leggeri, facilmente trasportabili e poco ingombranti.
  • Godono di buona longevità in termini di batteria: sicuramente abbastanza per leggere più di un giorno, ininterrottamente.
  • Scelta abbastanza ampia di modelli, a seconda dei gusti e delle necessità.
  • Memoria molto ampia. Se consideriamo il peso solito degli ebook di testo, cioè qualche MB, vediamo che a fargli fronte si trova una capità di storage che arriva a diversi GB.
  • Con la tecnologia e-ink o e-paper, nata per imitare l’aspetto dell’inchiostro su un normale foglio e capace, a differenza di un normale display, che usa una luce retroattiva per illuminare i pixel, di riflette la luce proprio come un normale giornale, si ha la possibilità di leggere in praticamente qualsiasi condizione. Da notare che, grazie a questo sistema, non è richiesto l’intervento della batteria se non ai cambi di pagina: per il resto, il consumo è nullo sino al momento in cui non si decide di mutare la configurazione per poter leggere in condizioni quali scarsa o nulla illuminazione naturale.
  • Sono indiscutibilmente i migliori strumenti per leggere ebooks, in quanto appositamente progettati per questo.
  • Offrono la possibilità di dire addio a posizioni inusuali o scomode, a dolori di schiena/collo poco graditi ed allo star chini per periodi interminabili su immensi tomi.

Note negative:

  • In primis, i prezzi. Questi sono purtroppo ancora per la maggior parte molto elevati se comparati a quelli di altre periferiche simili, ma con un po’ di attenzione e fortuna si riescono a fare buoni affari.
  • Il loro iniziale e attuale scarso successo ha portato ad un momentaneo arresto in termini di sviluppo: questo dovrebbe essere rotto e la tendenza invertita grazie allo sfruttamento della tecnologia e-ink. Sarà questa capace di rivoluzionare il mondo della lettura degli ebook?

Modellli consigliati:

Infine vorrei linkarvi due letture interessanti:

  • Qui una discussione molto recente riguardante diversi modelli [in inglese]
  • Qui trovate una buona tabella comparativa con all’interno alcuni modelli a confronto [in inglese]

18LugSys89.com

Ok, perfetto.
E’ tutto molto lontano dall’essere pronto, ma penso si possa “sverginare” oggi stesso questo spazio.
Firefox sta prendendo il sopravvento su di me e sulla ram del mio pc, toccando picchi spaventosi: dimostrazione che sono caotico nel cercare cose da aggiungere o utili per sistemare il posto. Ma questa è un’altra storia.
Per adesso bene, buono così, è deciso: questo martedì 18 Luglio 2008, alle ore 17.00, vede i natali di sys89.com


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